2012-09-12 | SEZIONI

Emigrazione - immigrazione

Nel periodo compreso tra le due guerre si verifica un importante fenomeno migratorio in cui si combinano elementi di difficoltà del mondo agricolo con motivi di natura eminentemente politica. 
Ad un mutare delle condizioni insediative delle campagne che vedono uno spostamento della popolazione negli abitati della fascia pedecollinare e di pianura, si va sommando una significativa variazione del tessuto sociale, con il trasferimento di singoli come di interi nuclei familiari in paesi europei ed extraeuropei. 
La consistenza del fenomeno migratorio che tocca punte massime negli anni 1929-30 è da collegare all'acutizzarsi della conflittualità sociale ed agli intenti persecutori nei confronti del dissenso politico messi in atto dalle gerarchie del regime fascista. 
Degli espatriati per motivi politici fa parte il gruppo familiare dei Livi, con il "francese di Monsummano" Ivo, Yves Montand. 
La Valdinievole comincia a riequilibrare il deficit concernente il movimento migratorio; i flussi di entrata interessano infatti specialmente quei comuni (Monsummano Terme e Montecatini Terme, seguiti da Pieve a Nievole e Massa e Cozzile) che, non a caso furono più investiti dallo sviluppo dell'industria (calzaturiera a Monsummano) e del terziario, con provenienza dal meridione d'Italia (Sicilia, Campania ecc.) e dalle altre province della Toscana. 
Tra 1951 e il 1961 la popolazione di Monsummano Terme ha un forte incremento, molto superiore addirittura a quello di tutto il periodo 1901-1951, passando da 9708 (nel 1951) a 11631 (nel 1961) abitanti.



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